ikebana storia2017-03-14T20:46:55+00:00

IKEBANA – LA STORIA

La storia dell’IKEBANA è strettamente connessa all’atavico sentimento di venerazione che i Giapponesi hanno sempre avuto per i sempreverdi e per ogni elemento della natura; infatti sono sempre stati convinti che nelle montagne, nelle rocce, nelle foreste, negli alberi soprattutto perenni, risiedano gli dei e che la vitalità dei fiori e delle piante riveli l’esistenza di un’anima.

In occidente questa concezione viene chiamata “animismo”, ma per i Giapponesi l’animismo si spinge oltre poiché, alla radice della miriade di manifestazioni della natura, esiste un’unica, sacra e invisibile entità in grado di dare la vita ad ogni essere umano attraverso un unico principio universale. Le origini dell’IKEBANA risalgono al VI° secolo d.C., cioè al periodo in cui il Buddhismo, attraverso la Cina e la Corea, penetra nell’arcipelago nipponico introducendo l’usanza delle offerte floreali votive alla statua del Buddha. Queste antichissime composizioni, dette “kuge”, erano molto semplici e spontanee.
L’IKEBANA pervenne poi a una forma compositiva definita durante il periodo Heian (VIII° – X°II° secolo), quando si giunse alla fusione delle due concezioni, buddista e scintoista, ragion per cui il senso religioso scintoista, indirizzato alla venerazione delle piante sempreverdi si mescolò con il “kuge”, l’offerta floreale fatta al Buddha. Fu in quel periodo che iniziò a entrare come decorazione anche nel palazzo imperiale e nelle dimore dei nobili e che furono scritte le prime regole sull’arte dei fiori.

Nel IX° secolo, con il predominio della casta militare, si diffuse in Giappone una semplice e rigorosa forma di meditazione buddista, la pratica Zen, nella quale non vi era spazio per le enormi statue del Buddha con le relative composizioni (dette Rikka, alte a volte fino a 6 metri). Nella casa del samurai, nel suo luogo di studio e di meditazione, dove egli dipingeva, scriveva o amava dedicarsi all’arte floreale, venne allora instaurato il “tokonoma”, una nicchia solitamente lunga circa 180 cm. e larga 90, situata nella parte più importante della stanza, dove veniva deposto l’IKEBANA. Sulla parete del tokonoma era appeso il “kakemono”, un rotolo di pergamena riproducente un paesaggio o degli eleganti ideogrammi, che, sapientemente tracciati da un esperto calligrafo, riproducevano un proverbio o un’antica massima. Il kakemono veniva cambiato con l’alternarsi delle stagioni e delle varie festività. L’arte dell’IKEBANA ha sempre attribuito una grande rilevanza alle stagioni e al loro profondo significato. Pertanto la composizione floreale doveva essere in armonia con il kakemono, con la stagione in corso e con l’ambiente circostante.

Estratti dal libro “Arte floreale IKEBANA” di Evi Zamperini Pucci – Istituto Geografico De Agostini.

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…un viaggio interiore tra fiori ed emozioni…