“Perché gli angeli volano? Perché prendono
tutto alla leggera.”
Le partecipanti (il femminile è d’obbligo,
visto che eravamo tutte donne) sono state così
entusiaste del corso condotto da Marisa Saso, che
mi è stato chiesto di parlarne, anche per introdurre
il nuovo. Posso già anticipare che, per la
giornata di ottobre, si sono annunciati anche due
uomini.
Avrete già capito che non si è trattato
soltanto d’imparare l’arte di disporre i fiori armoniosamente,
ma abbiamo riflettuto su noi, sugli altri, sulle cose
che ci piacciono nel mondo e su quelle che ci disturbano.
Ci siamo soffermate sulle eterne domande: “Chi sono?
Da dove vengo? Dove voglio andare? Cosa devo cambiare
in me?” Come tutti sanno, dentro di noi ci sono più
parti che giocano tra loro, vanno sul palcoscenico
della vita, ne escono, interagiscono. È importante
accorgersi che ci sono parti molto sviluppate e quasi
prepotenti e altre più discrete o addirittura
poco presenti. La scelta nella disposizione dei fiori
ci aiuta a capire tutto questo. La composizione floreale
è, quindi, molto rivelatrice del nostro carattere,
dei nostri valori, della nostra grinta o mancanza
di grinta, dello spazio che prendiamo e così
via. Indicazioni vengono anche dalla scelta dei fiori
(colore, grandezza. stelo….) e del vaso (tondo, rettangolare,
profondo, grande, piccolo, colorato, essenziale…).
L’Ikebana non è simmetrica: è un interagire
tra pieno e vuoto.
In generale ci sono tre elementi: cielo, uomo, terra.
Il cielo non è mai proprio verticale, ci sono
molte varianti che sono raccomandate: si osserva,
si taglia, si sposta, si aggiunge. Anche nell’Ikebana
deve esserci un centro, altrimenti la composizione
cade.
Quando s’inizia, si hanno due scelte, valide entrambe:
una persona ha in mente una composizione e parte subito,
un’altra inizia e poi si lascia uscire.
I fiori possono essere tre, cinque…. mai pari. Si
deve scegliere una linea e poi pulire, sfoltire soprattutto
in alto. Anche il vuoto è importante; il contrasto
tra il rude (rami, cortecce, elementi secchi) e il
tenero (fiori o elementi teneri e delicati) è
di grande effetto e crea energia.
Tutte noi abbiamo molto apprezzato la passeggiata
lungo il fiume per raccogliere fiori, foglie, ciottoli
e altro. Si riacquista un po’ l’innocenza dell’infanzia
e la sua capacità di essere contenti di poco.
Ci era stato raccomandato il silenzio perché
nel silenzio la natura ci parla, anche se non con
il nostro linguaggio. Come si esprime allora?
Eraclito disse che la natura usa dei segnali, nel
silenzio riusciamo a capirli.
“Mentre guardi un fiore, non essere un uomo, sii
un fiore; mentre siedi sotto un albero, non essere
un uomo, sii un albero… E vedrai che la natura comincerà
ad offrirti dei regali.”
Alla fine della giornata le partecipanti hanno testimoniato
di sentirsi più leggere, aperte, ricettive.
Abbiamo anche sperimentato una bella sorellanza.
Come già detto, il corso è aperto anche
agli uomini, che certamente nello scegliere e disporre
con grazia i fiori potenziano il lato femminile che
tutti hanno e che molti celano (e pensare che piace
così tanto alle donne!).