GENTE SANA *
 

Dalla rivista “GENTE SANA”
Sezione della Svizzera Italiana - N° 10 – ottobre 2001

Articolo di Erina Forni Belli

Seminario d’Ikebana psicologica

 

“Perché gli angeli volano? Perché prendono tutto alla leggera.”

Le partecipanti (il femminile è d’obbligo, visto che eravamo tutte donne) sono state così entusiaste del corso condotto da Marisa Saso, che mi è stato chiesto di parlarne, anche per introdurre il nuovo. Posso già anticipare che, per la giornata di ottobre, si sono annunciati anche due uomini.

Avrete già capito che non si è trattato soltanto d’imparare l’arte di disporre i fiori armoniosamente, ma abbiamo riflettuto su noi, sugli altri, sulle cose che ci piacciono nel mondo e su quelle che ci disturbano. Ci siamo soffermate sulle eterne domande: “Chi sono? Da dove vengo? Dove voglio andare? Cosa devo cambiare in me?” Come tutti sanno, dentro di noi ci sono più parti che giocano tra loro, vanno sul palcoscenico della vita, ne escono, interagiscono. È importante accorgersi che ci sono parti molto sviluppate e quasi prepotenti e altre più discrete o addirittura poco presenti. La scelta nella disposizione dei fiori ci aiuta a capire tutto questo. La composizione floreale è, quindi, molto rivelatrice del nostro carattere, dei nostri valori, della nostra grinta o mancanza di grinta, dello spazio che prendiamo e così via. Indicazioni vengono anche dalla scelta dei fiori (colore, grandezza. stelo….) e del vaso (tondo, rettangolare, profondo, grande, piccolo, colorato, essenziale…).

L’Ikebana non è simmetrica: è un interagire tra pieno e vuoto.

In generale ci sono tre elementi: cielo, uomo, terra.

Il cielo non è mai proprio verticale, ci sono molte varianti che sono raccomandate: si osserva, si taglia, si sposta, si aggiunge. Anche nell’Ikebana deve esserci un centro, altrimenti la composizione cade.

Quando s’inizia, si hanno due scelte, valide entrambe: una persona ha in mente una composizione e parte subito, un’altra inizia e poi si lascia uscire.
I fiori possono essere tre, cinque…. mai pari. Si deve scegliere una linea e poi pulire, sfoltire soprattutto in alto. Anche il vuoto è importante; il contrasto tra il rude (rami, cortecce, elementi secchi) e il tenero (fiori o elementi teneri e delicati) è di grande effetto e crea energia.

Tutte noi abbiamo molto apprezzato la passeggiata lungo il fiume per raccogliere fiori, foglie, ciottoli e altro. Si riacquista un po’ l’innocenza dell’infanzia e la sua capacità di essere contenti di poco. Ci era stato raccomandato il silenzio perché nel silenzio la natura ci parla, anche se non con il nostro linguaggio. Come si esprime allora?

Eraclito disse che la natura usa dei segnali, nel silenzio riusciamo a capirli.

“Mentre guardi un fiore, non essere un uomo, sii un fiore; mentre siedi sotto un albero, non essere un uomo, sii un albero… E vedrai che la natura comincerà ad offrirti dei regali.”

Alla fine della giornata le partecipanti hanno testimoniato di sentirsi più leggere, aperte, ricettive. Abbiamo anche sperimentato una bella sorellanza.

Come già detto, il corso è aperto anche agli uomini, che certamente nello scegliere e disporre con grazia i fiori potenziano il lato femminile che tutti hanno e che molti celano (e pensare che piace così tanto alle donne!).

 

…un viaggio interiore
tra fiori ed emozioni…