PREGHIERA

È una tranquilla giornata festiva. Il signor “Sonomé” si concede finalmente il suo momento di massima distensione, dopo una settimana d’intenso lavoro.
Indossa un paio di jeans e una comoda maglietta e si concede la delizia di una buona colazione che gli permette di staccare la spina dal mondo dei doveri e degli impegni e di entrare in un’atmosfera di tranquilla calma, in cui può aprire il suo cuore.
Fa scorrere un pannello divisorio ed esce nel suo piccolo giardino dalle piante amiche e ben curate. È una radiosa giornata di primavera: nell’aria tersa si percepiscono sottili effluvi, nascosti fermenti di vita. Dal cancello del giardino, esce in strada e prosegue fino a raggiungere la riva di un vicino ruscello.

Passeggiando con ritmo rilassato, respirando profondamente quell’aria deliziosa, ascolta i sommessi rumori della natura, osserva l’acqua, i profili degli alberi, i disegni dei rami. Quegli alberi che mentre cammina gli vengono incontro, a poco a poco sembrano animarsi, iniziano ad essere entità vive, una popolazioni di alberi che inviano messaggi e colloquiano tra loro, anche se in modo differente dal nostro.
Così, lentamente, sente di essere anche lui parte di quella splendida, maestosa e umile natura, che non ama esibirsi, fare chiasso, ma che semplicemente è, e si sente pervaso da un profondo senso di gratitudine per il Creatore di tanta bellezza.
Proseguendo senza una meta precisa, di tanto in tanto raccoglie qualcosa dal terreno, una corteccia, una pigna, un sasso con strane iscrizioni, oppure, con molto rispetto, stacca con delicatezza qualche ramo, dopo averne ammirato la forma, il colore, la consistenza. Procede senza fretta, respirando felice e sente che perfino i pori della sua pelle respirano felici. Il suo cuore è aperto, ricettivo.

Senza quasi accorgersene, si riavvia verso casa e coglie dal suo giardino qualche fiore, quelli che più si armonizzano con il materiale raccolto.
Rientra e, lasciando aperto il pannello scorrevole, per poter godere la vista del cielo e del verde, accende un registratore nascosto che immette nell’ambiente una dolce musica di sottofondo e sembra descrivere nuovamente i suoni e le sensazioni percepiti durante la passeggiata.
Si accovaccia poi, a piedi nudi, davanti a un basso tavolino, dopo aver disposto accanto a sé gli elementi raccolti e tutto l’occorrente per preparare una composizione floreale.


Ascolta la musica, chiude gli occhi, si rilassa, cercando di svuotare la sua mente da ogni sovrastruttura intralciante. Desidera solo visualizzare interiormente ciò che ha provato con i suoi sensi, ritrovare all’interno ciò che ha osservato all’esterno per trasferirlo poi, in sintesi, in una composizione floreale che esprima il suo stato d’animo, le sua letizia, il suo ringraziamento. Si mette la lavoro, taglia i rami, prende i fiori dall’acqua, li osserva con amore e, rigirandoli tra le mani, si accorge di provare a volte stupore e … ammirazione. Con tenerezza, con cura, li dispone allora in un vaso di ceramica dalla linea semplice ed essenziale, armonizzando spazi, forme e colori.

Ora ha terminato e osserva la sua composizione.
Fa qualche ritocco e… infine il signor “Sonomé” si sente felice, contento della sua creatura.
La sua creatività, la sua “arte”, si è unita alla magica arte della natura ed egli si sente in sintonia con Dio, con i fiori, con la musica. Il suo lavoro è stato una preghiera ed ora sente il suo animo disteso, sereno, ben disposto verso la vita e verso gli altri.