BREVI CENNI SULLA PSICOSINTESI:
   
 
 
 
 
IL SE TRANSPERSONALE E LA VOLONTA UNIVESALE*

 

 

IL SE TRANSPERSONALE E LA VOLONTA UNIVERSALE

 

Ma rimane un passo ancora da fare, un’ulteriore scoperta deve essere compiuta: quella del legame tra l’Io e il Sé transpersonale, o superiore, di cui l’Io è un riflesso o proiezione. Sebbene molti non lo percepiscano e possano perfino negarlo, c’è un altro livello di coscienza che funziona in una dimensione che potremmo definire “verticale”.

Nell’Uovo di Assagioli l’Io è posto in diretta relazione con il Sé transpersonale ed è raffigurato come una fulgida stella che brilla al vertice del campo della coscienza. L’Io aspira naturalmente a divenire il Sé transpersonale, che può anche essere identificato con l’anima, il “Sé silenzioso” di Aurobindo, “al di sopra della mente, diffuso ovunque nella sua immensità”.

Fondamentale a questo scopo è la consapevolezza dell’enorme e non ancora realizzata forza della volontà umana. Allenarla ed usarla costituiscono la base di ogni sforzo perché, quando percepiamo di essere un “soggetto vivente” dotato del potere di scegliere, di costruire rapporti, di operare cambiamenti nella nostra personalità e perfino nelle circostanze, questa acuita consapevolezza, questo risveglio, questa visione di nuove illimitate potenzialità di espansione interiore e di azione esterna, ci danno un senso di confidenza, sicurezza, gioia, in sintesi un senso di “interezza”.


Al giorno d’oggi alcuni hanno dichiarato in tono sensazionale che “Dio è morto”; ma, a parte questo, per molte persone Dio è solo un’astrazione, un concetto, un simbolo, una materia di fede nel senso di credenza più o meno cieca, o al massimo una speranza, ma non una realtà vivente. Non influisce sulle loro azioni e i loro sentimenti. In pratica vivono come se Dio non esistesse.

 

L’uomo ha creato un dio a sua immagine, attribuendogli le sue stesse qualità umane e spesso le sue stesse limitazioni e imperfezioni. Sono queste le immagini e i vari modelli teologici di Dio che vengono rifiutati, che stanno “morendo”.

Ci sono però altri approcci al problema della Realtà assoluta, che sono più soddisfacenti e produttivi. Uno di questi avviene attraverso la percezione delle analogie, che si basa sull’unità essenziale di tutti gli aspetti della Realtà, dal più piccolo al più grande. C’è dunque un’intima corrispondenza tra il microcosmo e il macrocosmo in generale e, in modo specifico, tra l’uomo e l’universo.

Ma questa fondamentale identità di natura non significa che l’uomo, nel suo normale stato di coscienza, possa capire “mentalmente”, “comprendere”, l’immensa portata e il significato della Realtà assoluta.

Soltanto attraverso una serie di espansioni di coscienza, soltanto raggiungendo stadi di perfezione sempre più alti, l’uomo può fare gradualmente l’esperienza degli affascinanti misteri dell’universo, dell’analogia esistente tra volontà individuale e Volontà Universale.

L’armonizzazione, la comunione, l’unificazione e la fusione delle due volontà è stata ed è l’aspirazione profonda e l’esigenza più alta dell’umanità.

 

Molte descrizioni e testimonianze di questo rapporto e delle vicissitudini della sua interazione, dei conflitti e del culminare delle due volontà, si possono trovare negli scritti dei più grandi mistici dell’Oriente e dell’Occidente, come nei versi di chiusura della Divina Commedia di Dante:

Ma già volgeva il mio disio e ‘l velle,
sì come rota ch’igualmente è mossa,
l’amor che move il sole e l’altre stelle.

La più esplicita e più alta affermazione di volontà-di-unificazione è stata fatta dal Cristo: “Non la mia, ma la Tua volontà sia fatta”, e il suo compimento è nella sua affermazione trionfante: “Il Padre ed io siamo uno”.

 

Estratti dai libri:
“Psicosintesi: per l’armonia della vita” e “L’Atto di volontà” di Roberto Assagioli
- Casa Editrice Astrolabio -

 

…un viaggio interiore
tra fiori ed emozioni…

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