Il
tempo è un bimbo che gioca…
… del bimbo è il regno…
(dai frammenti di Eraclito)
IL LINGUAGGIO
Nel linguaggio dei fiori ogni tipo di rosa
evoca un sentimento o un messaggio:
- la rosa bianca rappresenta il silenzio,
la segretezza, oppure il candore e l’innocenza;
- la rosa rossa: l’amore appassionato
e la passione;
- la rosa borracina: la bellezza capricciosa;
- la canina: l’indipendenza, ma anche
la poesia;
- la cappuccina: la pompa e lo splendore;
- la rosa del Bengala: la compostezza
dell’anima;
- la rosa della Cina: la riconciliazione;
- la gialla: la vivacità, l’allegria,
ma anche l’infedeltà;
- la rosa tea: la gentilezza della
donna amata;
- la muschiata: la caducità
della bellezza;
- la multiflora: la fecondità.
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Dal bocciolo al fiore aperto, la rosa rappresenta in forma
poetica e leggiadra tutti gli stadi dell’evoluzione della
vita ed è stata quindi nei secoli l’ispiratrice indiscussa
in tutte le espressioni artistiche, sia religiose che profane,
di emozioni, sentimenti, messaggi, intuizioni. Del resto,
secondo il nostro stato d’animo e livello di percezione,
la rosa presenterà alla nostra mente tante e differenti
immagini: perfezione, grazia, bellezza, armonia, caducità,
profumo, armonia, fragilità, vanità, fragranza…
A me piace spesso immaginarla come il centro del
cuore dell’uomo, quello che, come dice Roberto Assagioli,
fondatore della psicosintesi, rappresenta il nostro
Essere Spirituale, il Sé. Egli afferma che
questa parte essenziale di noi è di solito
celata, chiusa,”avviluppata”, anzitutto dal corpo
con le sue sensazioni, poi dalle nostre molteplici
emozioni e impulsi e infine dall’attività
mentale inquieta e tumultuosa.
Per togliere o “allargare” questi viluppi, consiglia
l’esercizio dello sbocciare di una rosa nel quale
s’immagina un bocciolo di una rosa con i sepali
verdi chiusi, che a poco a poco inizia un lento
movimento di apertura.
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I sepali cominciano a divaricarsi, a voltare le loro
punte verso l’esterno, lasciando scorgere i petali,
teneri e delicati, ancora stretti intorno al centro.
Poi i sepali si divaricano sempre più e lentamente
anche i petali iniziano a schiudersi, animati dall’azione
misteriosa e mirabile della vitalità che “dal
di dentro urge” ed opera in modo irresistibile.
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A poco a poco la rosa si apre, allarga i
suoi petali e si rivela in tutta la sua bellezza,
spandendo il suo profumo così caratteristico…
tenue, dolce, gradevole, delicato….
Visualizzando ora tutta la pianta, s’immagina
la forza vitale che sale dalle radici fino
al cuore del fiore.
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A questo punto “s’introietta” la rosa dentro di
noi: noi siamo simbolicamente la rosa, la vita stessa
che anima l’universo, che ha prodotto il miracolo
della rosa e ne sta producendo un altro, perfino
maggiore, in noi stessi.
Infatti tutti noi siamo dei fiori che, nel corso
della vita, tra spine insidiose e fresche gocce
di rugiada, dovremmo imparare a sbocciare.
Fonti: “La storia della Rosa” di
Allen Paterson – Garzanti Editore e
“Principi e metodi della Psicosintesi Terapeutica”
- Casa Editrice Astrolabio
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