La natura è un libro aperto e tuttavia segreto, le cui pagine fanno vibrare a diversi livelli le corde dell’anima di chi è disposto ad incontrarla.

Quando passeggiamo tra il verde brillante dei prati o nella frescura dei boschi, quando c’inoltriamo guardinghi tra la molteplice gamma di suoni della campagna o nel magico silenzio di sentieri abbandonati, quando ci fermiamo stupiti davanti alle tinte infuocate di un tramonto o alla pura trasparenza di un’alba, quando inseguiamo l’agile corso di torrenti o ruscelli o ci fermiamo immobili di fronte al possente fragore di una cascata, i nostri occhi si riempiono di luce e di stupore e tutto il nostro essere gioisce all’unisono con il mistero che attraversa l’intera natura.

Nella libera e variopinta immediatezza delle sue creature, la parabola della Creato si offre in ogni istante all’ammirazione di ognuno.

Come dice Hermann Hesse, se osserviamo e contempliamo la natura non con il solito interesse generico, ma con rispetto e “curiosità” (intesa come il nostro relazionarci ad essa con cura), in quella graduale e pur intensa accoglienza del suo apparente mistero, non potremmo mai finire di stupirci.

La natura è la nostra grande madre, la nostra grande maestra. Ci insegna che tutto scorre e si trasforma. La vita è un perenne mutamento: incessantemente s’inseguono il giorno e la notte, le stagioni, i cicli piccoli e grandi di nascita, morte e rinascita… una realtà fenomenica che dovrebbe fornirci l’indubbia certezza dell’immortalità di ogni cosa vivente. E tuttavia, in questo continuo movimento, c’è un ordine, un ritmo, un centro unificatore, per chi crede sicuramente un Dio, che tutto dirige, sostiene e mantiene, immutabile nella sua mutevolezza.

 

…un viaggio interiore
tra fiori ed emozioni…