SIMBOLI *
 
STILI *
 
GLI STILI

 

Alcuni tra gli stili più importanti sono:

RIKKA (letteralmente: fiori eretti)

È lo stile più antico. Composizione floreale di grandi dimensioni, fin dal periodo Heian (794 – 1185) fu ampiamente praticato dai monaci buddisti nei loro templi e poi dai nobili che desideravano abbellire le loro sontuose dimore. Il Rikka non entrò nelle comuni case giapponesi, sia per le sue dimensioni, sia per la sua complicata realizzazione. Oggi è poco praticato, ma alcuni grandi maestri ne presentano qualche esemplare in occasioni di importanti mostre artistiche.

CHABANA (letteralmente: fiori per il tè)

Estremamente semplice, è la classica composizione adatta alla cerimonia del tè, considerata in Giappone un vero e proprio rito. Il Chabana, risentendo dei concetti della filosofia Zen, rifugge da qualsiasi struttura artificiosa ed è normalmente realizzato con un solo fiore (spesso un bocciolo) e alcune foglie verdi. Si sviluppò nel XVI° secolo.

NAGEIRE (o Heika, letteralmente significa “gettare dentro”)

Per questo stile si usano vasi alti ed è caratterizzato da un’apparente spontaneità, frutto in effetti di esperienza e di studio. Il Nageire sorse nella seconda metà del XVI° secolo per opera di Sen-no-Rikyù, famoso maestro della cerimonia del tè.

È tuttora molto diffuso, anche se ha assunto caratteristiche molto diverse da quelle originarie.

SHOKA (o Seika)

È lo stesso ideogramma di Ikebana, ma letto in cinese. Significa quindi “fiori viventi”. È una semplificazione del Rikka e si compone di tre elementi principali disposti a triangolo scaleno, e di pochi altri elementi ausiliari. I tre elementi principali rappresentano il Cielo, l’Uomo e la Terra. In questo simbolismo l’essere umano è concepito essere in una posizione intermedia tra Cielo e Terra. Lo Shoka, tuttora molto praticato, ebbe larga diffusione soprattutto nella seconda metà del XVIII° secolo per opera del maestro Ippo Mishosai (1761-1824).

MORIBANA (letteralmente: fiori ammucchiati)

Sorse alla fine del XIX° secolo, nel periodo di profonda crisi creatasi in Giappone sotto l’influsso innovatore che proveniva dall’occidente. Il maestro Unshin Ohara, per valorizzare i nuovi fiori, molto vistosi e dalle pesanti corolle d’importazione occidentale, pensò di disporli nelle caratteristiche ciotole basse e poco profonde.

STILE LIBERO

Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale anche in Giappone avviene una rivoluzione in tutte le arti: architettura, musica, pittura, ecc… Anche l’IKEBANA risente di questa rapida evoluzione e sorge così lo Stile Libero, che permette la creazione di composizioni floreali originali e personali, disposte in vasi più moderni.

La realizzazione di questo stile richiede però una vera maturità artistica, che si può acquisire solo dopo aver praticato per lungo tempo gli stili tradizionali ed aver appreso le tecniche ad essi inerenti.

 

STILE D’AVANGUARDIA

Sorto in Giappone dopo la Seconda Guerra Mondiale può essere collegato ai movimenti occidentali di rottura, quali l’astrattismo e il surrealismo. È uno stile decisamente anti-tradizionale in cui le composizione sono simili, a volte, a vere e proprie sculture. Utilizzano il materiale più svariato, come grossi sassi o tronchi, lamiere, cartoni, catene, corde e fili metallici.

Nell’IKEBANA i fiori hanno un particolare linguaggio poetico, che riesce ad esprimere i sentimenti più profondi dell’animo umano. Ad esempio i narcisi, le orchidee e le peonie possono augurare a due giovani sposi allegria, prosperità e longevità. Altri fiori, invece, come le ninfee gialle, le camelie, le gardenie e le ortensie, pur essendo normalmente usati, non sono ritenuti adatti a festeggiare gli avvenimenti più lieti e significativi dell’esistenza umana. Nelle camelie le corolle che, ancora fresche, facilmente si staccano dai gambi potrebbero infatti ricordare l’improvvisa fine di una giovane vita.

 

 

Estratti dal libro "Arte floreale IKEBANA" di Evi Zamperini Pucci - Istituto Geografico De Agostini

 

…un viaggio interiore
tra fiori ed emozioni…