Ecco alcuni simbolismi più caratteristici:
LOTO
Il bianco loto è il fiore del culto buddista.
Con la sua candida corolla che si apre verso il cielo
dall’acqua torbida di un laghetto o di uno stagno
simboleggia la purezza e l’immortalità. Nelle
sue varie fasi indica i periodi salienti dell’esistenza
umana: i boccioli e le foglie ancora arrotolati rappresentano
il futuro, i petali completamente aperti il presente
e i portasemi essiccati il passato.
PINO + ROSA
Il pino simboleggia la longevità, il coraggio,
la prosperità, la perseveranza, la fedeltà.
La sua combinazione con la rosa l’incrocio della forza
maschile con la grazia e la bellezza femminili. È
un tipico accostamento augurale.
PINO + BAMBU’ + FIORI DI SUSINO
Vengono abbinati per festeggiare il Nuovo Anno. I
rametti fioriti del susino simboleggiano la castità,
la resistenza e la rinnovata speranza poiché
sbocciano sotto la neve. Per il pino vedere sopra.
Il bambù rappresenta ricchezza e dinamismo.
Quando se ne usano due, il più alto è
considerato il simbolo maschile e il più basso
il simbolo femminile.
SALICE PIANGENTE
È una pianta augurale di longevità,
che esalta la saggezza. I tralci di salice piangente,
legati in caratteristici nodi, si usano per festeggiare
il Nuovo Anno, o per esprimere a un amico in partenza
la certezza del profondo legame stabilito con lui,
che non risentirà della lontananza.
FIORI DI PESCO
Come i fiori di ciliegio, rappresentano per la loro
breve durata la fugace adolescenza. Vengono molto
usati nella Festa delle Ragazze, che ha luogo il terzo
giorno del terzo mese dell’anno, ossia il 3 marzo.
IRIS
Simbolo di forza, di prestanza fisica e anche di
patriottismo per la sua caratteristica foglia lanceolata,
che assomiglia alla lama di una spada. Per questo
motivo l’iris è un fiore augurale per la Festa
dei Ragazzi, che ha luogo il quinto giorno del quinto
mese dell’anno, ossia il 5 maggio.
ARBUSTI BACCHIFERI
I rami carichi di bacche rosse simboleggiano la prosperità
e sono spesso usati nelle composizioni augurali di
Capodanno e per festeggiare chi va in pensione.. Esprimono
l’augurio per un nuovo genere di vita, saggiamente
impiegato in opere umanitarie e sociali, o in attività
artistiche.
Estratti dal libro "Arte floreale
IKEBANA" di Evi Zamperini Pucci - Istituto Geografico
De Agostini