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OGGI
Se adattiamo l’IKEBANA a noi e alla nostra
realtà, in una casa occidentale naturalmente non
ci sarà il tokonoma, ma una volta entrati in questo
ordine di idee, non sarà difficile creare, anche
in casa nostra, il luogo adatto alla nostra composizione.
È importante collocarla soprattutto contro uno sfondo
liscio e in tinta unita, contro il quale possano risaltare
la linea, le proporzioni e la profondità.
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Tra le caratteristiche essenziali dell’IKEBANA troviamo
la semplicità, ossia la capacità di
mettere in risalto la grazia anche di una sola corolla,
la linea flessuosa di un gambo, l’armoniosa curva
di un ramo.
Un’altra caratteristica è l’asimmetria, per
il principio orientale che considera monotono e banale
tutto ciò che è perfettamente simmetrico
e regolare, e poi la linea, le proporzioni, l’equilibrio,
la prospettiva…
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Il miglior risultato non è quello di
ottenere una composizione perfetta nella forma,
ma nel riuscire a trasformare e ad elevare,
spesso anche nella bellezza dell’imperfezione,
l’ambiente circostante attraverso le vibrazioni
dei fiori.
Come tutte le arti, l’IKEBANA ha subito attraverso
i secoli una lenta evoluzione che ha contribuito
alla nascita di numerosi stili. Alcuni di questi,
molto antichi e di difficile realizzazione,
non vengono oggi più praticati, altri
sono invece molto popolari e sono insegnati
nelle numerose scuole giapponesi d’IKEBANA.
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L’IKEBANA praticato dagli stranieri risulta spesso
diverso da quello originario, ma ciò è
giustificabile poiché deve adattarsi alle esigenze
dei vari paesi, che dispongono di una vegetazione
e di un arredamento diversi da quelli giapponesi.
L’importante è saper comprendere e interpretare
il vero spirito dell’IKEBANA, il quale, se vogliamo
fare una sintesi, è essenzialmente desiderio
di bellezza e anelito di amore universale.
Estratti dal libro "Arte floreale
IKEBANA" di Evi Zamperini Pucci - Istituto Geografico
De Agostini
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…un viaggio interiore
tra fiori ed emozioni… |
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