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UN FELICE INCONTRO
TRA ORIENTE E OCCIDENTE
Studio
di Marisa Saso
L’idea mi è venuta all’improvviso, mentre leggevo
un testo di Assagioli in cui diceva che, nella psiche umana,
nonostante la presenza di un animo molteplice, vi è
una fondamentale tendenza all’unione, alla sintesi.
Sintesi è una parola che
deriva dal greco syn-thesis e che significa composizione.
Ma sintesi è qualcosa di più profondo e vitale
di una semplice associazione meccanica di elementi diversi,
è qualcosa che va oltre il semplice miscuglio e si
potrebbe paragonare a una combinazione chimica, come quella
dell’acqua in cui l’ossigeno e l’idrogeno formano un elemento
nuovo, che ha proprietà del tutto diverse da quelle
dei suoi componenti.
Un’altra cosa che mi ha colpito è che spesso non
basta mettere in contatto due sostanze perché avvenga
la combinazione, ma occorre un fuoco, una scintilla che
le accenda. Assagioli afferma inoltre che “… ci
sono elementi in noi che esistono per anni, inerti, l’uno
accanto all’altro, ma basta una scintilla per farli combinare”.
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Osservandola bene, la vita, in tutte le sue forme,
ci appare come la costante ricerca di un equilibrio
tra sistemi antagonistici (sintesi degli opposti).
Le due fasi si alternano ritmicamente, c’è
il giorno e la notte, il sonno e la veglia, la luce
e l’ombra, il fuoco e l’acqua, il cielo e la terra,
l’alto e il basso, il positivo e il negativo, l’orizzontale
e il verticale, il caldo e il freddo, la pioggia e
il sole, l’amore e l’odio, la nascita e la morte,
ecc…
Le due polarità, pur essendo antitetiche, continuano
senza sosta ad interagire tra loro, simboli del dualismo
fondamentale esistente in ogni parte del creato. Il
gioco tra queste forze non si ferma mai ed è
mantenuto dalla legge meravigliosa del mutamento e
della trasformazione, legge immutabile nel corso circolare
del suo perenne essere. Si ha quindi un divenire nell’essere.
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Tutti i popoli orientali se ne sono sempre serviti,
attraverso la teoria “YIN-YANG” per spiegare l’essenza
intrinseca della vita. È comunque importante
evidenziare che YIN e YANG sono considerati semplicemente
elementi necessari, complementari e inseparabili,
di cui l’uno non è mai superiore all’altro.
La comprensione di questo principio ci spinge a sviluppare
pazienza e tolleranza.
Gli opposti sono opposti tra loro, ma non lo sono
rispetto al centro che li unisce. Staccati l’uno dall’altro
si negano, ma si risolvono e si superano nella sintesi.
Tuttavia, affinché la sintesi avvenga, occorre
mantenere tra loro una tensione creativa, integrarli
in una realtà superiore che li trascenda entrambi;
occorre la presenza continua di un principio più
alto, occorre la presenza dell’amore.
Che relazione può avere tutto ciò con
le composizioni floreali della Via dei Fiori?
Una relazione esiste sicuramente ed esistono anche
varie analogie.
La composizioni floreali di tipo Ikebana sono sempre
composizioni asimmetriche, in cui un insieme di elementi
di differenti forme, colori e misure devono trovare
tra loro equilibrio, armonia ed unità.
L’equilibrio nell’asimmetria deriva da un’accurata
ricerca, da un bilanciamento ad es. di rami lunghi
e corti, di elementi ben in vista e di altri più
nascosti, di fiori o foglie più appariscenti
e pesanti ed altri più piccoli e leggeri. È
una vera e propria ricerca personale in cui l’esercizio
e la pratica sono i migliori maestri.
Non corrispondono forse i vari elementi così
diversi tra loro, elementi che ognuno si sceglie da
solo, alle nostre varie parti interiori o subpersonalità,
di cui alcune sono predominanti e mantengono la linea,
mentre altre sono invece più timide, ausiliarie,
nascoste o perfino negate?
A volte anche un modesto particolare ha molta importanza,
come un fiore che s’intravede appena. Al contrario,
a volte è molto importante togliere qualcosa
di troppo invadente, qualche ramo secco che appesantisce
o intralcia, in analogia con i nostri radicati attaccamenti.
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E come è necessario un centro
che sia in grado di dominare, dirigere e usare le
varie funzioni psichiche, così in una composizione
floreale di questo tipo è assolutamente necessario
trovare un centro che coordini e tenga insieme tutti
gli elementi, per creare un unico corpo stabile, armonioso,
equilibrato.
Se il centro non viene trovato
la composizione cade o tende a cadere e si presenta
confusa e disarmonica.
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Anche l’azione reciproca del pieno e del vuoto, del
visibile e dell’invisibile, che si rifà alla
sintesi degli opposti, è un elemento di basilare
importanza nella VIA DEI FIORI, infatti solo nel vuoto
si ha la possibilità di sprofondare, ossia
di approfondire e di dare così risalto al pieno.
Le composizioni floreali, viste sotto quest’ottica,
ci permetteranno quindi, in modo naturale, piacevole
e immediato, di scoprire e mettere a fuoco i nostri
stati d’animo ed anche di conoscere a che punto siamo,
cosa proviamo, cosa immaginiamo, quali sono i nostri
desideri e le nostre aspirazioni. Contemporaneamente,
dal loro cambiamento e dalla loro trasformazione,
avremo delle brevi ma eloquenti istantanee dei mutamenti
e degli assestamenti del nostro molteplice e magnifico
animo umano.
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…un viaggio interiore
tra fiori ed emozioni… |
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